250 MILA EURO PER LA BONIFICA DI NINCO NANCO

Duecentocinquantamila euro per la bonifica della zona Ninco Nanco, da anni utilizzata come discarica abusiva. A darne notizia, l’Assessore all’ambiente, Vincenzo Chiarelli soddisfatto per  i risultati ottenuti dall’Amministrazione comunale nell’ambito della politica ambientale e dunque dei progetti   finanziati dal governo regionale.

“Siamo riusciti a far rientrare la bonifica della discarica abusiva di Ninco Nanco, dove per  più di dieci anni, i soliti ignoti hanno abbandonato ogni genere di rifiuto, comprese tegole di eternit - dice Chiarelli – nell’ambito dell’accordo di programma circa gli interventi di bonifica dei siti altamente inquinati, anche la pulizia  di quella zona che insiste sulla provinciale 46. Il triste fenomeno, nel tempo  si è trasformato in una  consuetudine per coloro che senza  alcuno scrupolo hanno pensato di  trasformare la zona in una discarica.

Dopo il bilancio  di previsione, partiremo con le procedure di affidamento. L’intervento di bonifica  restituirà  decorosità a quel tratto di  strada provinciale    che conduce all’ospedale Moscati.

Qualche settimana fa, sulla stampa locale  è stata denunciata la situazione. Questa amministrazione, il settore ecologia, impegnati   su più fronti  nell’ambito delle bonifiche ambientali con una serie di progettualità finanziate e finanziabili, con caparbietà  hanno ricercato la soluzione al problema ed ottenuto le risorse per l’intervento.

I delitti contro l’ambiente, a Statte sono tanti. Il territorio è vasto ed è stato utilizzato per ogni genere di insediamento anche pericoloso, anche abusivo. Abbiamo lavorato e continuiamo a farlo per  rimediare i danni, cercando di costruire un futuro in cui  l’ambiente sia tutelato insieme alla salute dei cittadini. Portiamo avanti le bonifiche delle zone  in cui insistevano  Cemerad (stoccaggio e smaltimento rifiuti radioattivi) ; ex Matra (apirolio) , le discariche di San Giovanni e Santa  Teresa ( concluse le fasi di bonifica).

I risultati ci sono, ma   c’è ancora molto da fare se pensiamo al grande impatto ambientale e alla situazione dell’intero comparto ionico su cui  si riversano i problemi delle industrie pesanti”.