EMERGENZA DIOSSINA
L’emergenza della contaminazione della diossina è un problema che il Comune di Statte ha cominciato ad affrontare non appena il dott. Conversano, responsabile del Dipartimento epidemiologico di Prevenzione dell’Asl di Taranto, ha indicato la chiusura al pascolo dei terreni attigui alla zona industriale. L’assessore comunale all’ambiente, Vincenzo Chiarelli, alla luce dei nuovi annunciati controlli, sempre da parte del Dipartimento di prevenzione di Taranto, finalizzati alla verifica dei valori di diossina e pcb, in una fascia di territorio compresa tra i dieci e i quindici chilometri dalla zona industriale, interviene ricordando che è quanto mai necessario l’intervento più incisivo della Regione Puglia.
“ La notizia che tra breve partirà il controllo in una nuova area , compresa tra 10 e i
Come è noto, il territorio di Statte è oggetto di due diverse ordinanze sindacali ( n.11 del 03/03/2008 3 e n.13 dell’08/04/2008 ) emesse su indicazione del dipartimento di prevenzione Asl di Taranto, al fine di scongiurare il pericolo della contaminazione di diossina nel latte o nei prodotti derivati.
Da gennaio di quest’anno, l’assessorato all’ecologia del Comune di Statte ha sollevato l’urgenza di verificare direttamente lo stato di contaminazione del suolo per poter avviare , se necessario , le azioni di bonifica, nella sacrosanta tutela della salute pubblica.
Per rafforzare questa richiesta è stata effettuata una specifica campagna di monitoraggio sui terreni attigui al sito ex Matra ( oggetto di bonifica) interessati dalle due ordinanze sindacali .
Il monitoraggio ha fornito una serie di dati molto significativi che evidenziano la contaminazione di diossina in quasi tutti i punti campione.
Pertanto il 10 ottobre scorso, l’Assessorato all’ambiente del Comune di Statte ha presentato all’assessore regionale Losappio un specifico progetto di un piano di caratterizzazione delle aree interdette al pascolo del Comune di Statte, con la relativa richiesta di copertura finanziaria.
Per realizzare il piano di caratterizzazione occorrerebbero 1.650.000 euro. Il problema infatti non si risolve solo vietando le attività agricole nelle zone interdette, ma riteniamo sia necessario, per poi poter procedere nella più complessa e ampia azione di bonifica ( così dovrà essere se al primo posto c’è la salute dei cittadini) conoscere bene il tipo di inquinamento, il livello contaminazione dell’intera area. L’ente non può agire con le proprie forze, è necessario ed urgente l’intervento della Regione Puglia”.
