CAMPO LABORATORIO DI ARCHEOLOGIA DEL PAESAGGIO

La Cooperativa NOVELUNE - Ricerca, documentazione, didattica, e valorizzazione dei Beni Culturali e del Paesaggio - promuove un WORKSHOP per presentare i risultati e le prospettive delle attività di ricerca svolte nel territorio di Statte e Crispiano nel mese di luglio 2008, nell'ambito del Campo Laboratorio di Archeologia dei Paesaggi nella Terra delle Gravine.

 Venerdi 19 settembre, alle ore 17.30, presso la chiesa di San Michele a Triglie, situata lungo la gravina omonima e raggiungibile dalla strada provinciale Statte - Crispiano, la Cooperativa Novelune con il patrocinio del Comune di Statte, promuove un Workshop durante il quale saranno presentati e discussi i risultati delle attività di ricerca effettuate nei territori di Statte e Crispiano, durante il Campo Laboratorio di Archeologia dei Paesaggi svoltosi nel mese di luglio. Al seminario saranno presenti e interverranno Angelo Miccoli (sindaco del Comune di Statte), Giuseppe Laddomada (sindaco del Comune di Crispiano), Tommaso Colaninno (assessore al Turismo della Provincia di Taranto), Giuseppe Vinci (assessore ai Beni Culturali della Provincia di Taranto) Cosimo D'Angela (Università degli Studi di Bari) e Antonietta Dell'Aglio (Soprintendenza Archeologica della Puglia). Illustreranno risultati e particolari della ricerca condotta nel campo Annalisa Biffino, Bianca Buccoliero, Cosimo Pace e Francesco Zerruso

Al Campo hanno partecipato ricercatori, archeologi, storici dell’arte e giovani laureati che si sono affacciati per la prima volta alle tante emergenze naturalistiche e storiche di cui è ricca la Terra delle Gravine, attraverso l’esplorazione del territorio, la ricerca archeologica di superficie e la sperimentazione sul campo di tecniche di rilievo e documentazione di  importanti siti, come quelli relativi ai villaggi rupestri delle gravine di Triglie e Leucaspide, al Parco dei Dolmen, alle strutture ipogee dell'acquedotto romano e di masseria Todisco, allo jazzo monumentale di Masseria Capocanale e al frantoio ipogeo di Todisco.

Suggestioni che si susseguono in un paesaggio naturale, caratterizzato dalla presenza di una estesa macchia mediterranea alternata a pinete e zone coltivate, che disegnano un paesaggio armonico, nel quale il lavoro dell’uomo si integra con l’opera della natura, in un continuum che meriterebbe  approfondite campagne di documentazione ed  adeguate politiche di valorizzazione.

In particolare, verranno esposti i risultati pertinenti alle ricognizioni archeologiche effettuate lungo le sponde della gravina di Leucaspide,  tese ad indagare un’area di grande interesse, nella quale è stata rilevata la presenza, oltre a elementi architettonici e resti di vasi, di una grande quantità di frammenti ceramici pertinenti a statuette femminili, che indicano la presenza di un’area di culto della Chora tarantina. I reperti – che sono stati raccolti, opportunamente catalogati e che saranno consegnati alla Soprintendenza Archeologica – permettono di datare l’area ad un ambito cronologico che va dalla fine del VI al III secolo a.C. I reperti, che saranno mostrati durante il workshop, si sono dimostrati di spiccato interesse, tale da rendere auspicabile l’avvio di uno scavo archeologico che chiarisca la topografia del sito e la sua effettiva utilizzazione in antico. 

Il workshop è aperto alla partecipazione di tutti coloro che vorranno prendervi parte.