UN TAVOLO ISTITUZIONALE SULLA QUESTIONE DIOSSINA

Sulla questione diossine , il Comune di Statte  ha chiesto al Prefetto di Taranto di convocare un tavolo istituzionale  per risolvere la grave situazione degli allevatori che  dall’aprile scorso, e cioè da quando furono emesse dal Comune di Statte le due ordinanze sindacali di divieto di pascolo, non riescono a svolgere il loro lavoro. 

 Le due ordinanze dispongono il divieto  assoluto ed immediato di pascolo nelle aree B e C in territorio di Statte e penalizzano fortemente l’attività degli allevatori, ormai  al collasso.  Hanno subito e continuano a subire gravissimi   danni economici, le due zone oggetto dell’ordinanza, restano ancora interdette ad ogni tipo di attività agricola e di pascolo.

“Il Comune di Statte – afferma l’assessore alle AAPP, Luciano De Gregorio – ha agito tempestivamente nel rispetto della tutela e della salute pubblica non appena è stata accertata la contaminazione di diossina nelle due aree.  Quel provvedimento è ancora valido. Oggi siamo al fianco degli allevatori colpiti dal problema che va risolto.  Sulla questione – prosegue De Gregorio – vorremmo conoscere il grado di contaminazione da diossine delle aree interessate al fine di ridelimitare le aree eventualmente da interdire al pascolo e mettere in sicurezza la salute pubblica,  definire un percorso  per permettere agli operatori del settore di limitare il gravissimo danno subito. Inoltre  vorremmo siano  accertate in via definitiva le responsabilità  della contaminazione e  definire un serio  programma di disinquinamento e di bonifica per restituire agli operatori e ai cittadini un territorio non a rischio per la salute e per l’ambiente. A questo proposito abbiamo invitato il Prefetto di Taranto a convocare al più presto un tavolo con gli enti interessati affinché  coloro che hanno provocato tali danni li risarciscano e  si adoperino per la bonifica. Il Comune è anche intenzionato a costituirsi parte civile per dare un segnale concreto di sostegno a tutti coloro che  sono stati danneggiati.  Nessuno sconto per chi ha inquinato e  per chi continua ad inquinare  il nostro territorio, ponendo in gravi condizioni di rischio la salute pubblica nonché le attività produttive strettamente connesse alla  qualità della terra e del territorio. Da tempo attendiamo che sia fatta giustizia e che i responsabili siano obbligati a risarcire i danni , ad invertire la rotta  e produrre nel rispetto dell’ambiente e delle persone”.