SUL CANILE PRIVATO TARENTUM 2000

 Il sindaco Angelo Miccoli, l’assessore alla sanità, Vincenzo Chiarelli,  il responsabile del governo del territorio arch. La Gioia la presidente dell’ANPAA, Alessandra Danese e la presidente del CEAR, Amalia Sibillo incontrano  la stampa   per porre chiarezza nel merito della situazione del canile Tarentum 2000.

“Fin dall’anno 1996 il Comune di  Statte  si è preoccupato di questa struttura sita nel proprio territorio ( zona Leucaspide)  e sin da allora non  ha mai  affidato i propri randagi a quel canile  né mai ha stipulato convenzioni con lo stesso.

Purtroppo , in quest’ultimo periodo  il nostro Comune sta subendo un vero e proprio attacco mediatico anche se non ha alcuna responsabilità nel merito della questione. Anzi l’ufficio ecologia e sanità ha sempre denunciato alle autorità competenti e al Prefetto di Taranto la situazione indecente e degradata del canile  che, sottolineo,  non è il canile di Statte ossia il canile in cui il Comune di Statte ricovera gli animali accalappiati.

Qualcuno ha riportato che al Tarentum vi sono cento cani di Statte.  Tale affermazione non corrisponde a verità in quanto i cani di Statte sono ricoverati presso i canili DAC di Crispiano e San Raphael di Taranto.

Sulla situazione di degrado, carenza di igiene e sulla sconvolgente scoperta del cimitero (attiguo e naturalmente abusivo)  degli animali  morti non possiamo che esprimere sconcerto e preoccupazione.

Il Comune, se dovesse procedere allo smaltimento delle carcasse lo farà certamente in danno verso coloro che hanno responsabilità nel merito.

Per far chiarezza su quanto fino ad oggi il Comune ha fatto in difesa dei  ragadi ricoverati nella struttura  credo sia doveroso ricordare che: nell’anno 2000 il Comune ha emesso un’ordinanza sindacale per lo sgombero e l’allontanamento dei cani custoditi per mancanza di autorizzazioni  e carenze igienico-saniatrie.

Tale  ordinanza non è mai stata ottemperata dalla società di gestione.

Da allora   e per ogni anno il Comune ha informato, denunciato, richiesto l’intervento del Prefetto  sulla problematica.

Con sentenza n.2789/2005 il Tribunale di Taranto  ritiene  legittimo il comportamento del Comune di Statte a seguito di una denuncia della  Società Tarentum 2000 contro il Comune  di Statte per i danni subiti alla propria attività e respinge la richiesta risarcitoria  avanzata dalla società.

L’ultimo atto è quello  riferito al 30 luglio scorso quando il sindaco  Angelo Miccoli e l’arch. Vincenzo La Gioia, responsabile del servizio governo del territorio inviano  alle autorità competenti , Prefettura, Asl  e ai Comuni che si rivolgono alla struttura  la ulteriore segnalazione di mancata o precaria attività di custodia e mantenimento dei cani presenti al Tarentum.

E’ una breve sintesi di quanto sia stato prodotto da questo Ente  nel merito, purtroppo il fatto che il canile sia sul nostro territorio  devia l’opinione pubblica favorita dai mass media  che diffondono notizie  a volte distorte.

La storia è passata qualche settimana fa su RAI due ( abbiamo inviato tutto il falcone relativo alla faccenda,  per far chiarezza) ,  riceviamo e-mail da  cinofili che ci accusano di essere crudeli  e assassini,di domenica la notizia del ritrovamento delle carcasse ed ancora Statte negli “onori” della cronaca nazionale. 

 In realtà il nostro Comune è uno dei pochi che affronta seriamente il problema del randagismo, che collabora con le associazioni di volontariato , che provvede a sterilizzare maschi e femmine  per immetterli  nuovamente nel territorio muniti di collare ( con impresso stemma comunale) e microchip.

Il Comune di Statte ha avviato con successo la campagna di affidamento dei randagi  “Prendi un fido in Affido” che ha  già condotto alla liberazione di dieci posti per dieci nuovi cani accalappiati. I cani malati vengono curati  e trattenuti nel canile sanitario prima di essere rimessi in libertà

I volontari curano e nutrono i randagi di Statte affinché siano mansueti. Le strutture dove sono ricoverati i cani di Statte sono il Canile Dac il San Raphael.

Siamo forse gli unici nella provincia di Taranto che abbiamo affrontato il problema sia rispettando gli animali che tutelando salute e igiene pubblica.

Il mio auspicio è che  i media che l’opinione pubblica comprendano le vere responsabilità e non attribuiscano al nostro Comune alcun  rapporto con il Tarentum 2000 che ripeto, non è il canile di Statte”.