L'AREA FANGHI ILVA IN TERRITORIO DI STATTE
Il sindaco Angelo Miccoli e l’Assessore all’ecologia Vincenzo Chiarelli lo scorso 24 settembre, con una nota scritta hanno chiesto l’intervento del Prefetto di Taranto, dott. Alfonso Pironti, sulla questione dell’Area Fanghi , di proprietà Ilva. Il Sindaco e l’assessore hanno chiesto al Prefetto di convocare una conferenza dei servizi per consentire sia al Comune di Statte che agli enti competenti di conoscere lo stato reale di quella zona interna allo stabilimento Ilva che ricade nel territorio di Statte.
“ E’ da diverso tempo che cerchiamo di capire cosa in realtà l’azienda siderurgica versi in quell’area di 7000 metri quadrati – riferisce l’assessore Chiarelli - proprio per scongiurare il rischio ambientale e sanitario e permettere la conclusione degli interventi di ripristino ambientale. Un consigliere comunale ci ha più volte accusati a mezzo stampa di essere troppo indulgenti nei confronti dell’azienda di Riva. Non lo siamo, anzi . Sulla questione area fanghi, ho riunito un’apposita commissione consiliare Ambiente in cui è stato illustrato l’iter seguito dal settore ecologia comunale su questa problematica.
La faccenda prende il via da un sopralluogo del Noe di Lecce insieme alla Asl/TA1 SISP di Taranto ( 21 marzo 2006) nell’ambito del quale i carabinieri e gli operatori sanitari individuarono tra i cumuli di fango,una buca realizzata con una pala meccanica contenete una sostanza liquida oleosa e di colore nero ben diversa dai fanghi. Dalle informazione acquisite dai carabinieri è stato riferito che si trattava di reflui oleosi derivanti dall’impianto di produzione Treno Nastri 2, dal fermo annuale dell’impianto per manutenzione straordinaria programmata e lì depositati per l’impossibilità di trattarli presso impianti appositi. In quella occasione i tecnici dell’ASL effettuarono i campionamenti dei reflui che furono passati all’ARPA per analizzarli e caratterizzarli.
Il Comune di Statte, il 30 marzo 2006 emise un’ordinanza nei confronti dell’ILVA per la messa in sicurezza e la bonifica dell’area. Contro l’ordinanza del Comune di Statte l’azienda il 5 giugno 2006 ricorse al TAR di Lecce. Il 6 luglio 2007 il Tar respinge il ricorso dell’ILVA e fa diventare esecutive le ordinanze emesse comunicando alla società di adempiere alla bonifica.
Inoltre, l’Amministrazione comunale ha sollecitato ben tre volte l’Arpa Puglia di rendere noti gli esiti degli accertamenti effettuati per rendere disponibile tale informativa anche per la provincia di Taranto.
Il 31 luglio 2006 , il Comune di Statte invia una nota all’ASL TA / 1 SISP e al Dipartimento provinciale dell’ARPA chiedendo di effettuare le verifiche sulla messa in sicurezza del sito a garanzia della salute pubblica e della tutela ambientale.
Il 4 agosto 2006 l’ILVA comunica al Comune di Statte che l’intervento della messa in sicurezza era ancora in corso e che sarebbe terminato entro il 22 agosto 2006. Il 21 agosto 2006 giunge notizia dall’azienda che le attività di bonifica si erano concluse senza comunque allegare una relazione finale delle attività svolte nel sito.
Il 28 agosto il Comune di Statte nuovamente richiede all’ASl, all’Arpa e al NOE di ricevere notizia sulle analisi del sito e il giorno seguente invia una nota all’ILVA annunciando di voler effettuare con i propri tecnici un sopralluogo per le verifiche di competenza in ordine alle misure di sicurezza.
Il 31 agosto l’Ilva comunica all’Ente l’impossibilità di rispondere a tale richiesta in quanto i tecnici dell’azienda erano impegnati per altri compiti.
Il 23 aprile 2007 il Comune di Statte richiede al Comando dei Carabinieri Noe di Lecce di effettuare un sopralluogo congiunto presso le zone interessate e verificare quale fosse la situazione reale e l’efficacia delle misure di sicurezza adottate dell’Azienda. Con la stessa nota il Comune continuava a sollecitare ARPA e ASL a fornire gli esiti degli accertamenti.
Il 24 aprile 2007 il NOE di Lecce comunicava che l’area di proprietà ILVA si trovava in sequestro e a disposizione dell’Autorità Giudiziaria sebbene fosse stato disposto il dissequestro condizionato, l’ILVA non aveva comunicato le modalità di smaltimento dei rifiuti solido-fangosi provenienti dalle operazioni di messa in sicurezza d’emergenza. Rifiuti che ancora giacciono nella stessa area di sequestro.
Il 7 agosto 2007 il Comune di Statte inoltra ancora una volta una nota all’ARPA di Taranto e all’ASL sollecitando di voler fornire i risultati delle analisi.
Non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro.
Al nostro impegno – conclude Chiarelli – non corrisponde la collaborazione degli enti deputati ai controlli sanitari ed ambientali che non ci consentono di proseguire nelle nostre competenze. Il nostro auspicio è che il protocollo di intesa firmato di recente dall’ARPA Puglia e dall’Amministrazione Provinciale in merito alle problematiche delle discariche possa risolvere questa situazione che rischia di divenire grottesca nonostante la gravità della problematica ambientale sollevata”.
