IL PARCO URBANO LEUCASPIDE EST SENZA I 28 ETTARI DELL'ILVA
Nell’ambito della rimodulazione dell’Atto di Intesa, il Comune di Statte corregge il tiro anche sulla cessione bonaria da parte dell’Ilva in favore dello stesso Ente, di 28 ettari di territorio.
Il Comune di Statte si era già espresso nel merito della cessione a titolo gratuito anche perché aveva ravvisato su quelle aree limitrofe al depuratore “Leucaspide”, a seguito dei controlli effettuati dall’Arpa , la diffusione superficiale di Berillio che superava i limiti previsti dal DM 471/99 per i siti ad uso verde pubblico, privato e residenziale”.
In buona sostanza il Comune di Statte avrebbe dovuto prima disinquinare il sito e poi utilizzarlo per la istituzione del Parco di Leucaspide. Parco che comunque fa parte dei progetti finanziati dall’Atto di Intesa ma che non comprenderà questi 28 ettari.
Il Sindaco Miccoli e l’assessore Chiarelli dunque propongono all’Ilva di Taranto di trattenere l’area e poiché sarà attigua al parco perturbano, di piantumare più di mille alberi in circa 5 ettari di quell’area.
Insomma , sindaco e assessore chiedono all’Ilva di tornare all’intesa del 2003, e di presentare al Comune di Statte un progetto ad opera di un esperto agronomo forestale che comprenda l’indicazione delle essenze arboree da utilizzare e le loro caratteristiche.
Le piante infatti dovranno essere compatibili con la macchia mediterranea e la vegetazione spontanea presente nella vicinanze della Gravina di Leucaspide.
Il progetto di piantumazione oltre che Comune di Statte dovrà essere presentato anche agli Enti competenti che partecipano all’Atto di Intesa per la relativa approvazione.
Tale proposta è stata comunicata ieri dall’assessore all’Ambiente, Vincenzo Chiarelli, in Consiglio Comunale ribadendo che la cessione gratuita di tutta l’area ( peraltro inutilizzabile per la finalità del progetto complessivo) sarebbe diventata per il Comune di Statte solo un ulteriore problema di bonifica.
