Il SINDACO INTERVIENE SULLA SITUAZIONE DEL PRESIDIO SANITARIO
Depauperato da ogni servizio, il presidio sanitario in Corso Vittorio Emanuele, ristrutturato alcuni anni or sono, è ancora un contenitore vuoto, inutilizzato.
I cittadini di Statte continuano a subire disagi e a rivolgersi altrove sia per le prestazioni sanitarie che per la mera burocrazia.
Il sindaco, Angelo Miccoli da diverso tempo sta tentando di incontrare il direttore generale dell’ASL, dott. Marco Urago per sollevare l’improponibile situazione sanitaria a Statte e per ricercare soluzioni efficaci e veloci.
“ Ci troviamo – evidenzia il sindaco – in una situazione a dir poco grottesca, esiste una struttura moderna, ristrutturata che avrebbe dovuto fornire alla comunità stattese, nella specie le persone anziane e diversamente abili, servizi in loco proprio per evitare problemi ulteriori alle famiglie. Oggi, non solo non c’è alcuna specialità medica ( viene assicurato solo il servizio di vaccinazioni), ma da qualche giorno si è paventata l’ipotesi che l’unico operatore che settimanalmente si occupava delle pratiche sanitarie non presterà più servizio nella sede di Statte. I cittadini dovrebbero dunque recarsi nelle strutture più vicine ( distretto di Massafra) anche per una certificazione o una banale pratica sanitaria. Il nostro territorio- prosegue il sindaco Miccoli – dovrebbe invece essere privilegiato nel dritto alla salute in quanto è purtroppo ad alto rischio ambientale.
L’ impegno quotidiano dell’amministrazione comunale sulla risoluzione dei problemi ambientali è finalizzato proprio ad assicurare il diritto alla salute dei cittadini stattesi, di contro, l’amministrazione sanitaria pare abbia dimenticato questo territorio e questa comunità obbiettivamente sfiduciata e stanca di subire. Da tempo sto cercando di incontrare il direttore generale dell’Asl proprio per ricercare soluzioni immediate allo stato di abbandono del presidio che invece avrebbe dovuto essere una struttura di eccellenza. Spero di meritare udienza e di rispondere con fatti concreti al pressante bisogno della comunità che rappresento, specialmente della comunità più anziana e delle persone diversamente abili che non possono sostenere tali disservizi.
Chiederò al dott. Urago di attivarsi al più presto affinché sia possibile poter istruire le pratiche in loco e siano avviati i servizi di medicina basilari più rispondenti alle esigenze di cura della nostra comunità”.
