DAL PASSATO REMOTO AL PASSATO PROSSIMO

Se  è compito specifico degli storici entrare nelle ‘carte’ per indagare il passato remoto e riscoprire le radici della Comunità è, invece, esigenza dei contemporanei conoscere i ‘fatti’ del passato prossimo della Borgata Antica; gli avvenimenti che vanno dal  secondo dopoguerra  all’ Autonomia (1993), da cui  inizia una  fase storica nuovissima  su cui è opportuno, per il momento, non soffermarsi perché ancora sottoposta a valutazioni soggettive.

Molti dei protagonisti  del ‘passato recente’ di Statte  sono viventi; sarebbe gradito ascoltare le loro testimonianze sul vissuto sociale, politico, economico di quel periodo. Se le ‘carte’ raccontano la storia formale da cui la verità dei fatti è spesso solo desunta, le testimonianze raccontate dalla viva voce, con riferimenti a  documenti, date, personaggi  e a quant’altro di cui la storia si avvale per essere definita tale, sono più coinvolgenti perché  tangibili nel ricordo della collettività.

L’Industria siderurgica,

la Scuola , l’Ufficio postale, i mezzi di trasporto, l’apparato igienico- sanitario; l’agricoltura, il paesaggio, la religiosità quale incidenza hanno avuto nella storia del Paese? possono offrire motivi  per conoscere situazioni e protagonisti del ‘passato recente’ di Statte? la conoscenza dei fatti creerebbe un fertile humus, che permetterebbe ai più giovani non solo di capire da quale realtà provengono, ma soprattutto di prendere coscienza di appartenere  ad un Paese da migliorare, da amare e per il quale essere pronti a…. spendersi.

E’ necessario avviare questo processo di conoscenze anche per favorire l’integrazione  dei numerosi forestieri che a Statte vivono da vari decenni; per offrire, in risposta al contributo di mentalità da loro apportato, un minimo di radici sulle quali  trapiantarsi.

E’ la storia che si ripete: i primi immigrati, solo un paio di secoli fa,  provennero dai paesi vicini per lavorare nelle numerose masserie sparse sul territorio e qui si fermarono, popolando una esigua comunità che contava pochissimi nuclei familiari.  La Comunità stattese odierna è il risultato di un processo di immigrazioni  succedutesi nel tempo, l’ultima delle quali è avvenuta con la costruzione del IV Centro Siderurgico a ridosso del nostro territorio.

E' opportuno dire, per esempio, che il IV Centro Siderurgico è responsabile di aver  bruciato quelle già povere radici di Statte? …che ha annientato la vocazione agricola e artigianale?…  che la vicinanza alla grande città non favorisce lo sviluppo economico-commerciale?… che la presenza di molti forestieri ha affossato l’identità degli stattesi?

Se si riscontrano  nell’ignoranza e nella povertà  le cause dei mali del passato remoto di  Statte, a quali mali, oggi,  si attribuirebbero le ‘colpe’ del passato prossimo ?

Solitamente la  risposta più immediata a questi interrogativi  è quella che ritrova nello scarso senso di cooperativismo e nell’indifferenza degli Stattesi  le cause dei mali passati e  odierni.

Bisogna convenire che una tale risposta, anche se parzialmente vera e documentabile storicamente,  è, comunque, frettolosa e superficiale!

Un dibattito, anche attraverso le pagine di Polis, qualificherebbe una ricerca su argomenti utili alla crescita del Paese da sempre legato solamente  ai particolarismi politici.

Occorre cominciare a pensare che le caratteristiche, la fisionomia, le eccellenze di una popolazione trovano origini e crescita non solo nelle sollecitazioni provenienti  dal mondo politico, dal suo cattivo o buon governo, quanto dai fermenti di vita sociale, culturale, religiosa, economica proposti dagli slanci individuali o dalle associazioni presenti nel Paese.  

In definitiva Statte, aldilà della politica, quante volte ha vissuto i fermenti di queste vite?