DAL PASSATO REMOTO AL PASSATO PROSSIMO
E’ necessario avviare questo processo di conoscenze anche per favorire l’integrazione dei numerosi forestieri che a Statte vivono da vari decenni; per offrire, in risposta al contributo di mentalità da loro apportato, un minimo di radici sulle quali trapiantarsi.
E’ la storia che si ripete: i primi immigrati, solo un paio di secoli fa, provennero dai paesi vicini per lavorare nelle numerose masserie sparse sul territorio e qui si fermarono, popolando una esigua comunità che contava pochissimi nuclei familiari.
E' opportuno dire, per esempio, che il IV Centro Siderurgico è responsabile di aver bruciato quelle già povere radici di Statte? …che ha annientato la vocazione agricola e artigianale?… che la vicinanza alla grande città non favorisce lo sviluppo economico-commerciale?… che la presenza di molti forestieri ha affossato l’identità degli stattesi?
Se si riscontrano nell’ignoranza e nella povertà le cause dei mali del passato remoto di Statte, a quali mali, oggi, si attribuirebbero le ‘colpe’ del passato prossimo ?
Solitamente la risposta più immediata a questi interrogativi è quella che ritrova nello scarso senso di cooperativismo e nell’indifferenza degli Stattesi le cause dei mali passati e odierni.
Bisogna convenire che una tale risposta, anche se parzialmente vera e documentabile storicamente, è, comunque, frettolosa e superficiale!
Un dibattito, anche attraverso le pagine di Polis, qualificherebbe una ricerca su argomenti utili alla crescita del Paese da sempre legato solamente ai particolarismi politici.
Occorre cominciare a pensare che le caratteristiche, la fisionomia, le eccellenze di una popolazione trovano origini e crescita non solo nelle sollecitazioni provenienti dal mondo politico, dal suo cattivo o buon governo, quanto dai fermenti di vita sociale, culturale, religiosa, economica proposti dagli slanci individuali o dalle associazioni presenti nel Paese.
In definitiva Statte, aldilà della politica, quante volte ha vissuto i fermenti di queste vite?
