LOTTA ALLA DROGA

Si è concluso nel dicembre 2005 il progetto “Lotta alla droga” , un lavoro di tre anni condotto dalla psicologa Gery Ressa e dal sociologo Ciro Annicchiarico. 

 Il progetto è stato realizzato  con il finanziamento Fondo Lotta alla Droga legge 309/90 e 45/90  dopo l’approvazione del progetto  esecutivo da parte della Giunta Municipale nel dicembre 2002. 

  Si è trattato di un intervento di Prevenzione Primaria e Riduzione del Danno rispetto all’uso di tutte le sostanze stupefacenti e di alcool. 

  In tre anni i due operatori hanno effettuato un’incisiva  azione di informazione e sensibilizzazione alle scuole, alle famiglie e a tutta la cittadinanza al fine della prevenzione primaria e della promozione del Benessere Psicofisico dei giovani. 

 Il lavoro è partito nell’aprile 2003 dopo una prima fase conoscitiva tra gli operatori  e la condivisione delle esperienze professionali individuali per poter tracciare le linee guida da utilizzare negli interventi.

 E’ stato dedicato un lungo periodo alla conoscenza del territorio per un quadro chiaro della realtà sociale, politica, economica, culturale e relazionale, indispensabile per finalizzare gli interventi.

L’approccio  individuale non è stato semplice  infatti, nonostante  gli avvisi per rendere nota alla cittadinanza l’esistenza del servizio pochissime sono state le richieste di consultazione da parte del cittadino, degli, Enti e delle associazioni. 

 A quel punto i due operatori hanno deciso di non attendere oltre  ma di muoversi ed andare verso i giovani, le famiglie.

Veicolo primario di incontro  quello della scuola: “ abbiamo pensato alla scuola come luogo privilegiato  per la realizzazione degli interventi di prevenzione – dicono – la scuola è uno dei settino più significativi in cui incontrare i giovani, le loro emozioni, le abitudini, i loro pensieri e bisogni. Sono state coinvolte nel progetto le tre scuole di Statte : La scuola primaria “Giovanni XXII”, la scuola secondaria “Leonardo da Vinci” e l’Istituto Tecnico  “Amaldi”. 

 E’ stato istituito lo sportello di consulenza e informazione (C.I. C.) , gli obiettivi del progetto sono stati perseguiti in modo diversificato e personalizzato in base all’età del soggetto e del gruppo, alle caratteristiche della situazione ambientale e sociale e alle specifiche richieste attraverso: Attività laboratoriali, dinamiche di gruppo finalizzate a valorizzare l’esperienza scolastica come strumento di crescita; relazione d’aiuto per comprendere meglio se stessi e l’ambiente circostante, vagliando attenta,mente le opportunità e i vincoli ambientali per essere in grado di affrontare nuove situazioni, incontri dibattito tra educatori e genitori.

 In un clima di fiducia reciproca, di affidamento all’atro , di aiuto scambievole  si è stabilito un rapporto importante tra gli operatori, i ragazzi e le loro famiglie tanto che attraverso semplici momenti di dialogo è emerso il vissuto sussurrato con filo di voce su cui tracciare un percorso di intervento alla persona bisognosa di prendere forza per cambiare le cose. 

In tre anni di lavoro radicato nel tessuto sociale del paese è emersa la voce dei ragazzi, ne sono stati ascoltati più di trecento:

I ragazzi ma anche le loro famiglie, lamentano l’inesistenza di spazi specifici, di luoghi di aggregazione per incontrarsi e gestire le attività culturali e del tempo libero;  vorrebbero discutere e avere risposte circa i rapporti con l’altro sesso, la sessualità, l’amicizia e tradimento. I maschi si preoccupano maggiormente del rischio di gravidanza. Poco preoccupano  entrambi le malattie  sessualmente trasmesse, l’80% circa dei ragazzi ascoltati dichiara di avere rapporti conflittuali in famiglia e/o a scuola e/o nel gruppo.  Elevata è la tendenza a ricorrere ad atteggiamenti aggressivi per difendersi e per essere accettati nel gruppo.  Vengono utilizzate modalità accusatorie reciproche maschi – femmine rispetto alla scarsa sensibilità emotiva.  Estese le difficoltà di apprendimento con un vissuto di inadeguatezza e scarsa fiducia in sé e conseguente disattenzione, scarsa partecipazione, rifiuto/ fobia della scuola. Le difficoltà di apprendimento costituiscono uno dei motivi principali dell’abbandono scolastico.  Scarsa è la collaborazione e la cooperazione tra coetanei.  Il bullo, seppur criticato, costituisce un modello poiché detiene la leaderschip avvolto dal fascino attraente della trasgressione. 

 Il bullismo non è solo un fenomeno maschile ma quasi in egual misura femminile. 

 I ragazzi di seconda classe ma soprattutto quelli di terza conoscono i nomi delle nuove droghe comunemente usate, conoscono il linguaggio comune per intendersi sull’uso dei vari tipi di sostanze ma insufficiente e superficiale è la conoscenza degli effetti sulla salute. 

 La maggior parte di essi ritiene che le droghe leggere no abbiano effetti negativi sulla salute il cui uso può essre paragonato ad una normale sigaretta. 

 Prevalentemente il sabato sera in gruppo fumano sigarette e/o spinelli insieme a birra e/o alcolici nella misura del 60 % degli intervistati. 

 La motivazione che spinge a fumare e bere è principalmente quella di sentirsi più disinvolti e non rischiare di essere esclusi dal gruppo. 

 Il 60% dei ragazzi non ha idea o progetti circa il proprio futuro dopo la terza media.