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SUI PASSI DI DON PAOLO ZIGRINO
Il lavoro è stato presentato presso
la Chiesa “Maria Santissima del Rosario” lo scorso 30 marzo alla presenza di S.E. Mons. Benigno Papa Arcivescovo Metropolita di Taranto, del Parroco don Tommaso Rota, che ha ereditato la chiesa di Don Paolo, parroco della Madonna del Rosario dal 1919 al 1959. A sostenere l’opera del professor Cosimo Calabretti, un'opera scritta col cuore e con passione, a voler testimoniare l'impegno di una vita dedicata al cristianesimo, all'apostolato, il prof. Vittorio De Marco, docente di Storia contemporanea Presso l’Università del Molise e il prof. Pietro Speziale, dirigente scolastico che hanno approfondito il libro dell’autore stattese. Il dott. Renzo Rano, vice commissario prefettizio, ha rappresentato l’ Amministrazione Comunale di Statte. Un’atmosfera di intensa spiritualità nel ricordo di una vita dedicata agli altri, quella del sacerdote Don Paolo Zigrino, ha caratterizzato la serata che si è protratta a lungo e piacevolmente perché arricchita dalle voci suggestive del coro della Schola Canthorum “Lorenzo Perosi” diretta da Mimma Castello, e accompagnata dall’organista Maestro Antonio Genga, che ha eseguito alcuni canti religiosi preferiti da Don Paolo. L’autore del libro, portavoce di un desiderio di molti stattesi ha richiesto all’Amministrazione Comunale, di poter titolare a Don Paolo l’attuale largo Lepanto, nei pressi della chiesa Madre. Ed è proprio lo stesso autore che ci spiega il perché di questo libro. "E’ naturale, proprio congenito negli individui della popolazione australiana Maori, prima di pensare al futuro, di conoscere il passato; per questa loro caratteristica, la popolazione Maori è oggetto da parte di antropologi e sociologi di significativi studi che vengono portati a conoscenza e ad esempio alle società avanzate, che troppo in fretta dimenticano le loro tradizioni e le loro origini. E’ compito della famiglia e di tutte le altre istituzioni presenti nella comunità appropriarsi e incaricarsi di tale impegno che, al di là della giustificata curiosità per fatti del passato, lega il cittadino alla sua terra e lo pone nella condizione di sentirla sua, di difenderla, di agire per il suo bene e per il benessere dei suoi concittadini. Queste pagine vogliono offrire ai ragazzi e ai giovani l’occasione di far sentire dalla viva voce di chi conobbe don Paolo chi egli sia stato per loro e per la comunità stattese.Un filo comune lega le testimonianze: la commozione per il ricordo, lo stupore per aver ripreso a parlare di lui, l’ammirazione per il fervore di cui era animato, l’amore per i bambini, la spinta interiore che egli lasciava in ciascuno lo conoscesse. Il lavoro nasce per preservare, mantenere e valorizzare l’opera di un uomo che ha ben operato per la nostra comunità, per offrire uno stimolo alla conoscenza delle nostre radici e dal desiderio di ri-conoscere un uomo, un uomo di Dio, che, pur operando nella cura religiosa e spirituale delle anime, non trascurò di intensificare un tessuto sociale rarefatto e sfilacciato della nostra Terra. Il presente lavoro vuole, inoltre, essere, a dispetto di molti “ laicisti ”, una testimonianza dell’importanza della Chiesa, del Cristianesimo e di valenti e santi uomini in un momento in cui le Nazioni Europee, impegnate a formulare il Preambolo alla Costituzione, hanno taciuto sulle nostre “radici cristiane” e sul contributo che
la Chiesa e le istituzioni religiose hanno dato alla società e alla cultura europea. Filosofi e storici, non possono negare che la civiltà europea ha ricevuto la sua linfa vitale dai grandi valori comunicati dal Cristianesimo: la dignità della persona umana, il valore della ragione la conquista della libertà, la difesa della famiglia. Molti europei vivono come degli eredi che hanno dilapidato il patrimonio loro consegnato dalla storia; non meravigliano più di tanto, perciò, i tentativi di dare un volto esclusivamente laico all’Europa, escludendone l’eredità religiosa e, in particolare, la profonda anima cristiana. Sappiamo anche che la strada compiuta dalla Chiesa non è stata sempre agevole…comprensibilissimo… se pensiamo che anch’essa è costituita da uomini non sempre autentici cristiani e che del Cristianesimo hanno fatto una etichetta dietro cui nascondere merci di contrabbando.Il linguaggio e la forma sintattica utilizzata nella elaborazione del lavoro sono colloquiali, talvolta quasi dialogati, per facilitare un rapido e immediato contatto con il lettore. Per una più agevole lettura è stata anche tralasciata la segnalazione dei testi citati nella bibliografia.Le testimonianze riportate nel libro permettono la conoscenza della personalità di don Paolo così come ognuno l’ha sperimentata e vissuta.
Il recupero dei fatti di vita quotidiana legati al personaggio hanno offerto l’occasione di allargare lo sguardo sugli avvenimenti della vita nazionale i cui effetti, anche se in ritardo, arrivavano fino a Statte; oggi, possono offrire uno stimolo per ricerche trasversali e nuovi approfondimenti. Il lavoro è rivolto, inoltre, ai numerosi forestieri che abitano a Statte e a Crispiano che non hanno avuto l’ opportunità di incontrare don Paolo Zigrino, né di averlo incontrato in una delle numerose opere che ha realizzato, e per offrire loro la conoscenza di questa nobile figura, vanto della Chiesa Ionica e della nostra Terra di Puglia.
Il libro soddisfa, infine, il desiderio dello scrivente di riappropriarsi dei ricordi della fanciullezza e di collaborare con chi fattivamente vuole riscoprire la storia del Paese, trasmettere autentici valori, rafforzare nei cittadini il senso di appartenenza alla Stattesità, accrescere l’incivilimento delle giovani generazioni, attualmente abbandonate a se stesse."