MORTA TOIJE... VITA MEIJE

Successo e gradimento di pubblico per la rassegna estiva del Comune di Statte “Sere d’estate 2009” che per sabato 22 agosto propone la commedia in vernacolo di Pasquale Miccoli “Morta Toije …vita meije”. La scena del Teatro naturale di Leucaspide è infatti dello storico “Gruppo Teatro Statte” a cui  gli stattesi (e non solo) sono affezionatissimi, sia per il divertimento assicurato, sia per la professionalità degli attori che in tanti anni di esperienza  hanno  dato vita a tanti personaggi. Costumi e scenografie sono curati attentamente dal gruppo e mirano a rendere il palcoscenico il luogo ideale per lo svolgimento dell’intreccio. Maschere  sostenute dal cuore e dalla più grande passione per il teatro, quelle del gruppo guidato da sempre da Pasquale Miccoli, regista  e  curatore dei testi. La commedia  in scena a Leucaspide , sabato 22 agosto, alle 21.00 è liberamente tratta dal lavoro di Pasquale Viviani “

La Morte di Carnevale”.

Le note dell’autore – regista   ci anticipano che “ in un tipico quartiere popolare degli anni ’30, vive il vecchio ed avaro Pasquale Capuozzi, detto Carnevale a causa della sua stazza.

Pasquale è un essere spregevole che ha come unico e ossessivo  interesse  il denaro ( è usuraio di professione). E’ assolutamente privo di sentimenti anche nei confronti delle persone a lui più vicine come il suo unico nipote Raffaele e la sua “serva-amante” ‘Ntunette.

Tuttavia quando “Carnevale” si ammala e sembra prossimo alla fine tutti si stringono attorno al suo capezzale …anche se non in maniera disinteressata, ma spinti dalla speranza di ereditare l’immensa fortuna del vecchio usuraio…e proprio a tal fine Raffaele e ‘Ntunette , segretamente decidono di “unirsi”e progettano un futuro matrimonio “alla faccia” di Carnevale. Come nella migliore tradizione popolare il vicinato partecipa alle cure dell’odiato usuraio, si presta a favori, pur di carpire, dalla porta aperta della casa di Carnevale, notizie e pettegolezzi.

La sua fine è una liberazione per tutti, tanto da diventare, quasi, una festa con pranzo finale. 

Carnevale riuscirà ad essere perfido anche dopo la sua morte, compiendo un’ultima cattiva azione nei confronti di Raffaele e ‘Ntunette : tutti suoi averi andranno alle “opere pie” lasciando i due delusi e amareggiati…ma decisi comunque a portare avanti il progetto del loro matrimonio, che deve rimanere tuttavia ancora segreto alle orecchie dei curiosi vicini. Sarà proprio la clandestinità del loro rapporto a provocare situazioni  e scene esilaranti .

…Ma proprio sul più bello un insolito messaggero busserà alla loro porta annunciando un colpo di scena…”